Luigi Buchi


Luigi Buchi

Nato a Verona, classe 1963, una laurea e poi la professione di Dottore Commercialista.    

Sposato con Flavia e papà di Riccardo, 20 anni studente di Ingegneria Gestionale a Vicenza e tesserato granata nella rosa della 3° categoria, e di Enrica, 18 anni studentessa del Liceo Classico Maffei appassionata di pallavolo.

La sua grande passione: la Vita in tutte le sue declinazioni! "Affrontare ogni mattina una giornata con nuovo sfide, nuove opportunità, ma anche problemi e difficoltà da risolvere è sempre meraviglioso!". 

Il calcio come sport da praticare con amore e passione disinteressati, come momento di crescita educativa e sociale ed opportunità di confronto con il prossimo in uno spirito competitivo ma corretto.

La lettura come momento di riflessione serena, per rimanere un po’ soli con se stessi.

Un passato calcistico interessante: le giovanili nella Virtus e nel San Zeno fino al 1982, poi il salto in prima squadra con i campionati di Prima Categoria con Audace, San Zeno ed infine Zevio fino al 1990 prima della esperienza goliardica, ma non troppo, con gli amatori fino al 2013.

Allenatore patentato UEFA C nel 2019, ha iniziato (ovviamente) nel San Zeno prendendosi cura con amore e dedizione di tutte le categorie giovanili: dai pulcini agli allievi, con le più recenti esperienze con i Giovanissimi provinciali. 

Dal 2012 è rientrato al San Zeno dell'amico Presidentissimo Gianfranco Casale per ridare smalto al settore giovanile e riportarlo ai fasti degli anni '80 e '90.

"Mi piace pensare di essere utile al San Zeno. Rendersi utili vuol dire a volte occuparsi di scelte strategiche, di programmazione della stagione, di progetti con l’Academy del Torino, di contratti e convenzioni con Enti e fornitori; ma molto spesso essere utili significa anche dipingere una cancellata, lavare le maglie imbrattate dal fango della partita, fare l’inventario del magazzino gonfiando i palloni per eliminare quelli inservibili. Mi hanno insegnato che tutto questo significa fare il Presidente! Per me vuol semplicemente dire voler bene al San Zeno come fosse una famiglia: tutto quel mondo all’interno del quale sei cresciuto imparando a conoscere la vita e a scoprire i sentimenti verso gli altri. 

Penso proprio che il San Zeno sia la mia seconda famiglia, quella dalla quale ho ricevuto molto da ragazzo e alla quale ora, da adulto, posso rendere qualche cosa di ciò che ho imparato"