Adrian "Hagi" Ionita: uno juventino nel covo del piccolo Toro


1 min read

Nel giorno del su compleanno (17 Giugno), continuano le interviste ai ragazzi della Prima Squadra con Adrian Ionita, talentuoso centrocampista di Craiova.  

Anche la famiglia Ionita è molto legata al San Zeno: i fratelli Adrian e Paul giocano in Prima Squadra, zio Marian Ionita (preparatevi alla sua prossima intervista n.d.r.) - indimenticato top player della Busa, nonché papà di Andrei Ionita dei nostri Allievi 2004 - è il Direttore Sportivo, Alina e il piccolo David (moglie e figlio del nostro Adrian) sono sempre presenti la domenica sugli spalti a tifare granata.

Adrian “Adri” da 11 anni è al San Zeno, vice-capitano e colonna della Prima Squadra, allenatore anche dei nostri piccoli 2012.

Siete una famiglia molto legata al San Zeno, cosa vi ha unito ai colori granata?

Tutto grazie a Casale, che con lo zio Marian nel 2000 era venuto a vedermi giocare in Romania e voleva già portarmi in Italia a 12 anni; poi sono arrivato comunque nel San Zeno nel 2008. Per noi il Presidente è come un padre adottivo e siamo molto legati a lui e alla Società.

Per il tuo talento ricordi il tuo connazionale Hagi, che giocatore sei? A quale campione del presente o del passato ti ispiri? Vista la tua grande fede bianconera, sarà sicuramente uno juventino ...

Sono un centrocampista di qualità e posso giocare sia davanti alla difesa che trequartista, ho buona visione di gioco, dribbling e tiro. Il mio idolo fin da piccolo è stato David Trezeguet perché volevo giocare in attacco e l'ho sempre ammirato come persona e giocatore, come stile di gioco e ruolo invece mi ispiro a Modric.

Apriamo il tuo album dei ricordi: un episodio bello e uno che preferisci dimenticare:

Ricordo con piacere quando anni fa in Coppa Veneto a Grezzana il Mister mi aveva rimproverato a fine primo tempo e dopo un minuto del secondo mi sono subito rifatto segnando un gran goal, il più bello della mia carriera, che ci ha permesso di passare il turno.

Invece vorrei dimenticare quando nel mio primo anno a San Zeno: dopo 10 partite da titolare il Mister il venerdì mi aveva anticipato che sarei andato in tribuna perché mi vedeva giù di forma: ho pianto in motorino fino a casa, ma è stato un episodio che mi ha fatto crescere.

Ci dicono che tu sia uno mattatore in spogliatoio, raccontaci qualche episodio simpatico

Sono super tifoso della Juve e l’anno scorso in Champions per scaramanzia guardavamo le partite in spogliatoio, invece per il ritorno di Juve-Ajax i miei compagni (molti milanisti) mi hanno incastrato a vederla in un covo milanista. Tra gufate e sfottò ... sono riusciti ad eliminare la Juve e farmi andare fuori di testa, maledetti!! Ancora oggi mi prendono in giro ... 

Hai allenato i Primi Calci 2012 questa stagione, come ti sei trovatoin questo ruolo di istruttore?

Molto bene, è stata una nuova esperienza ma grazie ai coordinatori ho imparato come gestire un gruppo di bambini. Purtroppo l'anno prossimo non so se per impegni lavorativi potrò farlo ancora e mi dispiacerebbe tanto.

Ti mancano i tuoi piccoli? Cosa è importante insegnare per te?

Mi mancano tanto ed anche i loro genitori. A quell’età è fondamentale farli divertire per innamorarsi di questo sport, poi è importante definire delle regole per imparare a come stare in un gruppo, servirà nella vita!

Chiudiamo con un saluto...

Un abbraccio a tutti: non vedo l'ora di rivederci in campo e fuori!

Vamos San Zeno!!! 

Comments
* The email will not be published on the website.