Giovani di spessore: Niccolò Gesuita, classe 2000


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Proseguiamo le nostre interviste con Nicolò Gesuita, promettente classe 2000 approdato quest’anno in Prima squadra al San Zeno dopo ben 13 anni di Virtus (dalla Scuola Calcio alla Juniores)

Ciao Nicolò, come procede la quarantena?  Come ti alleni questo periodo?

Durante il giorno do una mano con le pulizie della casa poi gioco online con i miei amici a FIFA Pro Club e sto aspettando novità per tornare al lavoro. Cerco di allenarmi tutti i giorni facendo addominali, flessioni e squat in casa e vado a correre nel giardino condominiale anche se mi manca molto allenarmi con i miei compagni.

Dopo tutta la trafila nel settore giovanile della Virtus sei passato in un’altra società storica come il San Zeno, come ti sei trovato? E com'è stato il debutto tra i dilettanti?

Sono stato accolto molto bene dalla Società e dalla squadra. Il San Zeno è come una grande famiglia, tutti mi hanno aiutato ad inserirmi in fretta e c’è un gran bel gruppo: dopo pochi giorni di preparazione mi sentivo già a mio agio.

Il debutto è stato in casa già alla prima giornata contro la Montebaldina e lo ricordo molto bene per la doppia emozione della prima volta tra i dilettanti e di scendere quei 28 famosi gradini di cui mi aveva già parlato tante volte il Capitano ed il Presidente ...

All’inizio ho sentito la differenza di categoria tra juniores e prima squadra, soprattutto per il ritmo più intenso, poi con il passare delle giornate mi sono abituato bene.

Che giocatore sei? E quale campione del presente o passato ti ispiri?

Mi definisco un jolly visto che ho cambiato diversi ruoli nella mia carriera. Nasco come centrocampista centrale più di qualità: mi piace impostare l’azione ed è il ruolo che preferisco, ma ho fatto anche il difensore, sia centrale che esterno e con l’esperienza me la sono cavata sempre bene devo dire. Pensando ai miei inizi da centrocampista centrale, i miei idolo erano e rimangono Pirlo e Iniesta.

Apriamo il tuo album dei ricordi: un episodio felice ed uno che preferiresti dimenticare ...

L’episodio che ricordo più volentieri si riferisce al torneo Mastella giocato con la categoria Allievi: durante la semifinale sono entrato dalla panchina e poco dopo ho segnato un gran goal al volo che ci ha permesso di arrivare la finale, una grande soddisfazione!

Il momento più triste è accaduto ancora con gli Allievi: uno stiramento al legamento collaterale che mi ha imposto uno stop di 5 mesi, ho lavorato sodo per rientrare!

Un giorno ti piacerebbe allenare? Adulti, ragazzi o bambini?

Mi è sempre piaciuto allenare e già alla Virtus ho avuto la possibilità di farlo con i piccoli. In futuro mi piacerebbe allenare ragazzi più grandi, magari adolescenti e poi fare esperienza per mettermi alla prova con Allievi o Juniores.

Chiudiamo questa bella intervista con un saluto...

Un saluto ed un abbraccio a tutta la famiglia granata e ringrazio la Società per la possibilità che ha voluto darmi quest’anno in Busa.

Mi auguro di cuore che finisca tutto molto presto e di tornare a giocare e gioire in Busa insieme a tutti voi!

(Riccardo De Pizzol)

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